Testi in italiano
Termine:
Un altro mondo è ancora possibile?
Un altro mondo è ancora possibile?
a cura di
Francesca Guerisoli e Stefano Taccone
Palazzo Ducale, Sala Dogana - Genova
8 – 24 luglio 2011
da martedì a domenica 15.30-19.30
Inaugurazione: giovedì 7 luglio ore 18.30
Tredici artisti e collettivi internazionali osservano in modo critico il mondo a dieci anni dai fatti del G8 di Genova, ponendo al centro delle loro riflessioni il tema della sostenibilità ambientale, la crisi economica, le disuguaglianze sociali e i mezzi di partecipazione attiva attraverso i quali i cittadini promuovono il cambiamento sociale.
La rivoluzione bolivariana è nel mirino della geopolitica imperiale
Il Venezuela dinanzi al dilemma militare
La rivoluzione bolivariana, in Venezuela, è nel mirino della geopolitica imperiale di Washington. Le immense ricchezze petrolifere che giacciono nel sottosuolo, hanno trasformato il paese caraibico in un prezioso bottino per l’avidità della prima economia mondiale, che in grandissima misura si alimenta di petrolio.
le sfide collettive dell’economia solidale e socialista in Venezuela
Tra costruzione alternativa e conflitto
Con contributi di: Marco Coscione, José Luiz del Roio, Lola Sepúlveda, Pablo Ospina Peralta, Augusto Rigoberto López Ramírez, María Belén Cevallos, Raúl Zibechi, Marielle Palau, Javier Karmy Bolton, Malte Daniljuk, Jan Ullrich, Collettivo donne di Matagalpa, Iván Falcón Pizarro, Francesca Baggia, Tatiana Sepúlveda, Pablo Mamani, Manuel Rozental e Vilma Almendra, Alejandra Santillana, Stalin Herrera, Teresa Casanova, Giuseppe Coscione, Estela de Carlotto, Miguel Ángel Albizures, Ruth del Valle Cóbar, Luís Venegas, Luciana Ghiotto
i Consigli Comunali in Venezuela
Potere popolare ed organizzazione locale
Con contributi di: Marco Coscione, José Luiz del Roio, Lola Sepúlveda, Pablo Ospina Peralta, Augusto Rigoberto López Ramírez, María Belén Cevallos, Raúl Zibechi, Marielle Palau, Javier Karmy Bolton, Malte Daniljuk, Jan Ullrich, Collettivo donne di Matagalpa, Iván Falcón Pizarro, Francesca Baggia, Tatiana Sepúlveda, Pablo Mamani, Manuel Rozental e Vilma Almendra, Alejandra Santillana, Stalin Herrera, Teresa Casanova, Giuseppe Coscione, Estela de Carlotto, Miguel Ángel Albizures, Ruth del Valle Cóbar, Luís Venegas, Luciana Ghiotto
Intervista con Dario Azzellini di Natalia Aruguete e Walter Isaía
La guerra ormai non è per imporre un altro modello economico: è il modello
Intervista a Dario Azzellini, ricercatore italiano sulle "nuove guerre". L’idea del conflitto permanente crea condizioni per la nascita di un modello economico che sarebbe impossibile da imporre in condizioni di pace. Allo stesso tempo, è sempre più importante l’intervento di Compagnie Militari Private (CMP) in tutto il mondo, dall’Iraq fino alla Colombia.
Che significa la denominazione “nuove guerre” che Lei usa nel libro “L'affare della guerra”?
Eccola in una mappa 6 metri per 3
La guerra si privatizza
La guerra è troppo importante per lasciarla ai generali, recita il vecchio proverbio. Lo stesso vale per i Ceo (i chief executive officer, ossia gli amministratori delegati, ndr)». Così Peter W. Singer, autore di Corporate Warriors, mette in guardia contro i rischi dell’outsourcing militare. Eppure, i cowboys della guerra privatizzata scorrazzano da Baghdad alla Guinea Equatoriale.
Una rivoluzione del XXI secolo?
Il Venezuela di Chávez
Fino a qualche anno fa, il Venezuela era un paese poco conosciuto al di fuori dei propri confini. Era solo una macchia bianca sulla mappa geografica della sinistra europea che da sempre volge lo sguardo speranzosa verso l'America Latina. Hugo Chávez era considerato con scetticismo e i mezzi di informazione lo definivano «antidemocratico», il «nuovo Fidel» o semplicemente «pazzo».
la conduzione della guerra
L'azienda guerra
Il neoliberismo non privatizza solo le industrie statali e i servizi, ma anche la conduzione della guerra. Gli stati affidano sempre più a imprese militari specializzate la gestione delle operazioni belliche. Dall’Africa, all’Asia, all’America Latina i professionisti privati della guerra proteggono con le armi governi e interessi economici, gestiscono carceri e praticano torture per conto dei politici.
La guerra al terrorismo è un’occupazione piena per questi ragazzi
Das Unternehmen Krieg
Ai tempi delle cosiddette guerre mondiali lo sterminio di massa era ancora abbastanza trasparente e gli attori, così come i loro interessi, erano relativamente noti in confronto, almeno, alle guerre attuali. Ciò si deve, non da ultimo, al fatto che ad affrontarsi erano, per lo più, degli eserciti. Ritenere però che questi fossero maggiormente organizzati, secondo un diritto di guerra, o addirittura meno crudeli, è decisamente un errore.
Germania. I baffi finti sono illegali, se si vuole uscire dal paese
Nel quartiere di Kreuzberg, a Berlino, c’erano più di 200 persone ad ascoltare due rappresentanti delle tute bianche e del Gsf, invitati dal gruppo FelS [Per una corrente di sinistra], che si sta mobilizzando per andare a Genova. "G8 colpito e affondato!", si legge su un manifesto che il gruppo ha attaccato ai muri in migliaia di copie per la città. I partecipanti dell’assemblea ascoltano interessati il concetto d’azione delle tute bianche e cercano di capire.
Il nuovo mondo
Il prossimo 25 febbraio, tutti i comandanti zapatisti, più il subcomandante Marcos, intraprenderanno un viaggio, dal Chiapas fino alla capitale del Messico, che attraverserà dieci stati della federazione. E che, soprattutto, attraverserà i popoli indigeni, la società civile, la storia del grande paese centroamericano. Un avvenimento dalle conseguenze imprevedibili, che può segnare una svolta nella storia, non solo messicana
Estudiantes Expulsados
Berlino, parco di Treptow, monumento ai sovietici, passeggiamo in uno degli ultimi luoghi intatti del socialismo reale, il sacrario dedicato ai soldati dell'Armata rossa. Siamo circondati da enormi blocchi di granito su cui sono scolpiti la falce e il martello e decine di frasi firmate Stalin. Discutiamo con due studenti messicani della Unam [Universidad nacional autónoma de México], protagonisti, in questi mesi, della più lunga occupazione di una università, finita i primi di febbraio, dopo dieci mesi, con lo sgombero violento da parte della polizia.
Progetto Moriana (1999-2000)
Moriana Europa - Rendere visibili gli invisibili
Un programma di ricerca-azione e di scambi di esperienze sul lavoro autonomo e precario in Italia, Francia, Germania e Spagna (Genova, Torino, Milano, Napoli, Valencia, Berlino e Parigi).
Consorzio Aaster (www.aaster.it):
Direttore del progetto: Aldo Bonomi
Gruppo di direzione scientifica: Paolo Barbieri, Aldo Bonomi, Claudio Donegá, Carlo Formenti, Marco Revelli, Enzo Rullani
Responsabile area di Berlino: Dario Azzellini
Breve riassunto Progetto Moriana - L’area metropolitana di Berlino
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Gennaio 1996, Tactical Media Crew
L'azione del MRTA sta indebolendo Fujimori?
Intervista con Isaac Velasco, rappresentante Europeo del Movimento Rivoluzionario Tupac Amaru (MRTA)
Tradotto da Tactical Media Crew (fonte Arm The Spirit)








